P. Marco Antonio Cavanis - 247 anni.

Oggi, 19 maggio 2021 celebriamo 247 anni della nascita di P. Marco Antonio Cavanis fondatore, insieme al suo fratello P. Antonio Angelo Cavanis, della Congregazione delle Scuole di Carità.

MARCO ANTONIO PIETRO MARIA CAVANIS 

 

19 maggio 1774 – nascita (Venezia).

26 maggio 1774 – battesimo.

06 gennaio 1780 – porta per la prima volta la croce nella funzione di parrocchia.

30 marzo 1780 – fa la prima confessione.

03 ottobre 1784 – riceve la cresima dal vescovo dal patriarca Federico Giovanelli. 

16 luglio 1785 – fa la prima comunione nella chiesa dei padri domenicani.

 

P. Marco Cavanis sacerdote

La vita di Marco da laico era già, si può dire, sacerdotale, perché anch’egli aspirava da lungo tempo a farsi sacerdote. La sua vocazione dovete nascere contemporanea, o quasi, a quella del fratello. Lo si ricava da vari documenti, come: la poesia che Antonio gli rivolse quando indossò per la prima volta la toga e la lata parrucca dei segretari; il fatto dia ver seguito con particolare attenzione dello spirito il suo cammino verso il sacerdozio, scrivendo ben nove sonetti di commento alle parole dette dal vescovo nel conferire ciascun ordine; finalmente la sua stessa affermazione: di aver sostenuto gli uffici pubblici, per molti anni, “sempre con l’intenzione di dedicarsi al servizio del santuario”. 

Entrato, però nella via degli impieghi per le circostanze familiari, non gli fu facile uscirne. Egli comunque non volle mai precisare di quali difficoltà si trattasse, e donde provenissero. Scrisse solo che “poté finalmente effettuare la vocazione, vincendo delle difficoltà, che sembravano insuperabili, locché dee attribuirsi ad una special protezione di Maria ss.ma”.

Si preparò a ricevere gli ordini con grande spirito di umiltà. 

Di proposito scelse, per indossare l’abito ecclesiastico, il 13 febbraio 1806, giovedì grasso, e così andò a licenziarsi dall’ufficio. Ricevete gli ordini dal vescovo di Caorle Giuseppe Peruzzi. Il 20 dicembre 1806 era consacrato sacerdote. 

Fonte: Positio  (Summariun) – p. XXXIV


P. FRANCESCO SAVERIO ZANON

DELLE SCUOLE DI CARITÀ 

 

 I SERVI DI DIO P. Anton'Angelo e P. Marcantonio 

 

CONTI CAVANIS

 

STORIA DOCUMENTATA DELLA LORO VITA

 

(Il P. Zanon racconta come il P. Tormene, Preposito generale, gli diede l’incarico, nel 1918, di redigere una “Vita documentata” dei PP. Fondatori.)

 

Volume 1.                        Volume 2


Dies natalis di P. Antonio A. Cavanis

249° P. Antonio Cavanis

Il 16 gennaio abbiamo celebrato, riconoscenti al Signore, 249 anni della nascita del Venerabile Servo di Dio P. Antonio Angelo Cavanis (Venezia, 16/01/1772). Continua

Se vogliamo vincere il buio...!

La santità di P. Antonio e P. Marco che il Signore ci dona ogni giorno, non abbiamo il diritto di tenerla per noi, la dobbiamo mettere a servizio della Chiesa e del mondo dei giovani...! Continua (Documento 11).



Venezia, fine 1700. La situazione politica, economica, culturale e morale della gloriosa Repubblica di San Marco è allo sbando: l’aristocrazia e i ceti popolari, la città e l’entroterra sono finiti e sfiniti. La città agonizza e in vent’anni passerà da 145 mila abitanti a soli centomila; i poveri o meglio la “feccia della plebe”, come ricordava nel 1821 il Patriarca Pikler, erano nella sola città circa quaranta mila. I governanti di turno, francesi, austriaci, veneziani, annaspavano, dicevano qualche “verità” sulla situazione di Venezia semplicemente perché erano a corto di bugie e non era sufficiente per loro, come si diceva allora “voler cambiare il mondo… volevano perfino cambiare la Verità”. “L’educazione pubblica non conta un secolo più infelice di questo” diceva una Ordinanza del Governo Provvisorio del 1797, e dire che la “feccia della plebe” non poteva frequentare nemmeno le scuole di istruzione pubblica. Il clero diocesano di Venezia in quell’epoca è definito dal Patriarca Ludovico Flangini, nella sua lettera pastorale del 1802, come “pigro, ignorante, disorientato”, e indicava la depravazione e la sfrenata licenza come frutti funesti “dell’iniquità fondata sull’autorità”. Lo stesso Patriarca lodando l’opera dei religiosi Filippini e l’iniziativa delle missioni popolari nelle parrocchie, che cominciavano a dare buoni frutti, diceva che per la ricostruzione morale della città era “urgentissima opera l’educazione della gioventù”. Continua



Storia documentata