P. FRANCESCO SAVERIO ZANON

DELLE SCUOLE DI CARITÀ 

 

 I SERVI DI DIO P. Anton'Angelo e P. Marcantonio 

 

CONTI CAVANIS

 

STORIA DOCUMENTATA DELLA LORO VITA

 

(Il P. Zanon racconta come il P. Tormene, Preposito generale, gli diede l’incarico, nel 1918, di redigere una “Vita documentata” dei PP. Fondatori.)

 

Volume 1.                        Volume 2


Dies natalis di P. Antonio A. Cavanis

249° P. Antonio Cavanis

Il 16 gennaio abbiamo celebrato, riconoscenti al Signore, 249 anni della nascita del Venerabile Servo di Dio P. Antonio Angelo Cavanis (Venezia, 16/01/1772). Continua

Se vogliamo vincere il buio...!

La santità di P. Antonio e P. Marco che il Signore ci dona ogni giorno, non abbiamo il diritto di tenerla per noi, la dobbiamo mettere a servizio della Chiesa e del mondo dei giovani...! Continua (Documento 11).



Venezia, fine 1700. La situazione politica, economica, culturale e morale della gloriosa Repubblica di San Marco è allo sbando: l’aristocrazia e i ceti popolari, la città e l’entroterra sono finiti e sfiniti. La città agonizza e in vent’anni passerà da 145 mila abitanti a soli centomila; i poveri o meglio la “feccia della plebe”, come ricordava nel 1821 il Patriarca Pikler, erano nella sola città circa quaranta mila. I governanti di turno, francesi, austriaci, veneziani, annaspavano, dicevano qualche “verità” sulla situazione di Venezia semplicemente perché erano a corto di bugie e non era sufficiente per loro, come si diceva allora “voler cambiare il mondo… volevano perfino cambiare la Verità”. “L’educazione pubblica non conta un secolo più infelice di questo” diceva una Ordinanza del Governo Provvisorio del 1797, e dire che la “feccia della plebe” non poteva frequentare nemmeno le scuole di istruzione pubblica. Il clero diocesano di Venezia in quell’epoca è definito dal Patriarca Ludovico Flangini, nella sua lettera pastorale del 1802, come “pigro, ignorante, disorientato”, e indicava la depravazione e la sfrenata licenza come frutti funesti “dell’iniquità fondata sull’autorità”. Lo stesso Patriarca lodando l’opera dei religiosi Filippini e l’iniziativa delle missioni popolari nelle parrocchie, che cominciavano a dare buoni frutti, diceva che per la ricostruzione morale della città era “urgentissima opera l’educazione della gioventù”. Continua



Storia documentata